— Milord gli ha forse perduti, o crede che gli sieno stati rubati?
— Mi sono stati rubati, riprese il duca, ed è il ministro che ha fatto fare il colpo. Osservate, guardate la fettuccia che li sosteneva, che è stata tagliata con le forbici.
— Se milord potesse sospettare chi ha commesso il furto... forse la persona gli ha ancora fra le mani.
— Aspettate, aspettate! gridò il duca. La sola volta che io ho messo questi puntali è stato ai ballo del re à Windsor, otto giorni or sono. La contessa de Winter, con la quale era in collera, mi si è accostata in questo ballo. Questo accomodamento è stato una vendetta di donna gelosa. Da quel giorno io non l'ho più riveduta. Questa donna è una agente del ministro.
— Ve ne sono dunque in tutto il mondo? gridò d'Artagnan.
— Oh! sì, sì, disse Buckingham stringendo i denti per la collera; sì, è un terribile competitore. Ma frattanto, quando avrà luogo questo ballo?
— Lunedì prossimo.
— Lunedì prossimo! cinque giorni ancora? vi è più tempo di quello che ci abbisogna. Patrizio! gridò il duca aprendo la porta di questa specie di santuario, Patrizio!
Il suo cameriere di confidenza comparve.
— Il mio gioielliere e il mio segretario!