Il cameriere sortì con una prontezza ed un silenzio che provavano l'abitudine che egli aveva contratta di obbedire ciecamente e senza replica.

Ma quantunque fosse stato il gioielliere il primo chiamato, il primo a comparire fu il segretario.

Era naturale, egli abitava nel palazzo. Trovò Buckingham assiso davanti una tavola nella sua camera da dormire, che scriveva alcuni ordini di sua propria mano.

— Sig. Jackson, gli disse, portatevi sul momento dal Lord-Cancelliere, e ditegli che io lo incarico della pronta esecuzione di questi ordini. Io desidero che sieno promulgati nell'istante medesimo.

— Ma, mio signore, se il Lord-Cancelliere mi interroga sui motivi che possono avere indotto Vostra Grazia ad una misura così straordinaria, che cosa risponderò io?

— Che tale è stata la mia volontà, e che io non rendo conto a nessuno della mia volontà.

— Dovrà esser questa la risposta da trasmettersi anche a Sua Maestà, riprese sorridendo il segretario, se per caso Sua Maestà avesse la curiosità di sapere perchè nessun vascello può più sortire dai porti della Gran Brettagna?

— Voi avete ragione, signore, riprese Buckingham, in questo caso egli dirà al re che io ho deciso la guerra, e che questa misura è il primo atto di ostilità contro la Francia.

Il segretario s'inchinò e partì.

— Per questo lato eccoci tranquilli, disse Buckingham voltandosi verso d'Artagnan. Se i puntali non sono già partiti per la Francia essi non vi arriveranno che dopo di voi.