— In che modo?

— In questo momento ho dato la proibizione a tutti i bastimenti che si trovano nei porti di Sua maestà di partire senza un particolare permesso, e neppure un solo avrà il coraggio di alzare l'ancora.

D'Artagnan guardò con stupore quest'uomo che impiegava nel servizio dei suoi amori tutto l'illimitato potere di cui era rivestito dalla confidenza del re. Buckingham vide, dalla espressione della fisonomia del giovane, ciò che passava nel di lui pensiero, e sorrise.

— Si, disse egli, sì, è Anna la mia vera regina, per una di lei parola io tradirei il mio paese, tradirei il mio re. Ella mi ha domandato di non mandare ai protestanti della Rochelle i soccorsi che io aveva loro promessi, ed io l'ho fatto. Io manco alla mia parola, ma non importa, obbedisco al suo desiderio, ma sono stato pagato largamente della mia obbedienza, alla quale devo il suo ritratto.

D'Artagnan ammirò quel debole filo e qualche volta sconosciuto, dal quale dipendono i destini di un popolo e la vita degli uomini.

Egli era nel più profondo di queste riflessioni allorquando entrò il gioielliere: questi era un Irlandese dei più abili nell'arte sua, e che confessava egli stesso di guadagnare seimila lire all'anno col duca de Buckingham.

— Signor O'Reilly, gli disse il duca conducendolo nel gabinetto, guardate questi puntali di diamanti, e dite quanto costano l'uno.

L'orefice gettò un colpo d'occhio sul modo elegante con cui erano legati, calcolò l'uno per l'altro il valore dei diamanti, e senza alcuna esitazione:

— Mille e cinquecento doppie l'uno, milord, rispose egli.

— Quanti giorni ci vogliono per far due puntali come questi? vedete ne mancano due.