La regina entrò nella sala: si notò che, come il re, ella aveva l'aspetto tristo e molto affaticato.

Nel momento medesimo che ella entrava, il cortinaggio di una piccola tribuna, che fino allora era rimasta chiusa, si aprì e si vide comparire la testa pallida del ministro vestito da cavaliere spagnuolo. I suoi occhi si fissarono su quelli della regina ed un sorriso di terribile gioia passò sulle sue labbra: la regina non aveva i puntali di diamanti.

Ad un tratto il re comparve col ministro ad una delle porte della sala. Il ministro gli parlava a bassa voce, ed il re era pallidissimo.

Il re ruppe la folla, e, senza maschera, con i nastri del suo saio appena allacciati, si avvicinò alla regina, e con voce alterata:

— Signora, le disse, perchè dunque, in grazia, non portate voi i vostri puntali di diamanti, quando sapete che avrei aggradito di vederveli?

La regina girò lo sguardo intorno a se, e vide, dietro il re, il ministro che sorrideva con un sorriso diabolico.

— Sire, rispose la regina con voce alterata, perchè, in mezzo a così gran folla, temeva non accadesse qualche infortunio.

— E voi avete avuto torto! signora. Io vi ho fatto questo regalo perchè ve ne abbigliaste. Io vi dico che voi avete avuto torto.

E la sua voce era tremante per la collera; tutti guardavano ed ascoltavano con meraviglia, non intendendo niente di ciò che accadeva.

— Sire, disse la regina, io posso mandare a prenderli al Louvre, ove sono, e così i desiderii di Vostra Maestà saranno esauditi.