La regina sembrava allegra e felice, cosa che faceva maravigliar molto le persone che la circondavano, le quali avevano l'abitudine di vederla quasi sempre pensierosa. La regina attribuì questi sentimenti d'allegria alla bellezza della festa, al piacere che aveva provato nella danza; e siccome non è permesso il contraddire una regina sia che ella sorrida o che ella pianga, ciascuno felicitava i signori consoli della città di Parigi, per la loro galanteria.
Quantunque d'Artagnan non conoscesse la regina, egli distinse ben presto la sua voce tra le altre voci, primieramente da un leggero accento straniero, quindi da quel sentimento d'impero impresso naturalmente in tutte le parole sovrane. Egli la sentiva allontanarsi e avvicinarsi a questa porta traperta, e due o tre volte vide ancora l'ombra di un corpo intercettare la luce. Finalmente; ad un tratto una mano ed un braccio adorabili per le loro forme e bianchezza comparvero a traverso la tappezzeria; d'Artagnan comprese quella era la sua ricompensa: egli si gettò in ginocchio, prese questa mano e vi appoggiò rispettosamente le sue labbra; quindi questa mano si ritirò lasciando cadere nelle sue un oggetto, che egli riconobbe essere un anello; subito dopo la porta si chiuse, e d'Artagnan si ritrovò nella più perfetta oscurità.
D'Artagnan mise l'anello al suo dito e aspettò di nuovo; era evidente che tutto non era ancor finito. Dopo le ricompense al suo zelo, doveva venire la ricompensa al suo amore. D'altronde, la danza era stata eseguita, ma la serata era incominciata, la cena era per le tre ore, e l'orologio di San Giovanni da qualche tempo aveva già stonato le due e tre quarti.
Infatti, a poco a poco il rumore delle voci diminuì nella camera vicina; quindi s'intesero allontanarsi; poi la porta del gabinetto ove era d'Artagnan, si riaprì e vi si slanciò la sig. Bonacieux.
— Voi finalmente! gridò d'Artagnan.
— Silenzio! disse la giovane sposa appoggiando la sua mano sulle labbra del giovane; silenzio! e andatevene per dove siete venuto.
— Ma dove e quando vi rivedrò io? gridò d'Artagnan.
— Un biglietto, che voi ritroverete rientrando nella vostra camera, ve lo dirà. Partite, partite!
E a queste parole ella aprì la porta del corridoio e spinse d'Artagnan fuori del gabinetto.
D'Artagnan obbedì come un fanciullo, senza resistenza e senza obiezione alcuna, cosa che provava essere egli realmente innamorato.