— È la mia, sig. cavaliere; essa comunica con quella della mia padrona per mezzo di questa porta; ma siate tranquillo, ella non potrà sentire ciò che noi diciamo, poichè non va mai in letto che dopo la mezzanotte.
D'Artagnan gettò un colpo d'occhio intorno a se: la piccola camera era preziosa pel gusto e per la proprietà; ma suo malgrado, i suoi occhi si fissarono su quella porta che Ketty gli aveva detto che metteva nella camera di milady.
Ketty indovinò ciò che si passava nella mente del giovane, e mandò un sospiro.
— Voi dunque amate molto la mia padrona, sig. cavaliere? diss'ella.
— Io non so se l'amo davvero, ma quello che so si è che ne sono pazzo.
Ketty mandò un secondo sospiro.
— Ohimè! signore, ciò è ben doloroso!
— E che diavolo vedi tu dunque di così doloroso?
— È, signore, che la mia padrona non vi ama punto.
— Kem! fece d'Artagnan, ti avrebbe fors'ella incaricato di dirmelo?