— Vorrei dirvi due parole, signor cavaliere, balbettò la cameriera.
— Parla, figlia mia; parla, disse d'Artagnan, io ascolto.
— Qui è impossibile; ciò che debbo dirvi è troppo lungo, e soprattutto troppo segreto.
— Ebbene! ma, come fare allora?
— Se il signor cavaliere volesse seguirmi..., disse timidamente Ketty.
— Dove vorrai, mia bella fanciulla.
— Allora venite.
E Ketty, che non aveva lasciata la mano di d'Artagnan, lo condusse per una piccola scala oscura e tortuosa, e dopo avergli fatto salire una quindicina di scalini, aprì una porta.
— Entrate, sig. cavaliere, qui saremo soli, e potremo parlare.
— E di chi è adunque questa camera, mia bella fanciulla? domandò d'Artagnan.