— Monsieur vuol chiedere degli uomini di buona volontà per una missione pericolosa, ma che farà onore a quelli che la compiranno, e vi ho fatto segno affinchè vi teneste pronto.

— Grazie, mio capitano, rispose d'Artagnan, che non chiedeva di meglio che distinguersi sotto gli occhi del luogotenente generale.

Infatti, i Rochellesi avevano fatto nella notte una sortita e avevano ripreso un bastione, di cui l'armata realista si era impadronito due giorni prima. Si trattava di spingere un picchetto perduto per fare la ricognizione se l'armata aveva conservato quel bastione.

Dopo pochi istanti, Monsieur alzò la voce e disse:

— Mi abbisognerebbe per questa missione tre o quattro volontarii condotti da un uomo sicuro.

— Quando all'uomo sicuro, io l'ho per le mani, disse il sig. des Essarts mostrando d'Artagnan, e in quanto ai quattro o cinque volontarii, Monsieur non ha che a dire le sue intenzioni, e gli uomini non gli mancheranno.

— Quattro uomini di buona volontà per venirsi a fare uccidere con me! disse d'Artagnan alzando la testa.

Due dei suoi camerati delle guardie si slanciarono tosto, ed essendosi uniti a questi due altri soldati, ritrovò che il numero domandato era sufficiente. D'Artagnan rifiutò dunque tutti gli altri non volendo far torto a quelli che avevano la priorità.

Si ignorava se dopo la presa del bastione, i Rochellesi lo avevano evacuato, o se lo avevano lasciato con la guarnigione; bisognava dunque esaminare il luogo indicato molto da vicino per verificare la cosa.

D'Artagnan partì coi suoi quattro compagni, e seguì la linea della trincea; le due guardie camminavano alla stessa fila di lui, e i soldati andavano per di dietro.