Poteva essere una vendetta di milady.
Questa congettura era la più ragionevole.
Egli cercò, ma inutilmente, di ricordarsi i lineamenti o il vestito degli assassini: ma si era allontanato da loro con tanta rapidità, che non aveva avuto il comodo di rimarcar niente.
— Ah! poveri amici miei, mormorò d'Artagnan, dove siete mai? Oh! quanto mi è dannosa la vostra lontananza!
D'Artagnan passò una cattivissima notte; tre o quattro volte si risvegliò con uno sbalzo figurandosi che un uomo si avvicinasse al suo letto per pugnalarlo. Però il giorno comparve senza che l'oscurità avesse portato alcun accidente.
Ma d'Artagnan pensò bene che quello che veniva differito non veniva annullato.
Egli rimase tutta la giornata nel suo alloggio, scusandosi seco stesso che non usciva perchè il tempo era cattivo.
Il giorno dopo a nove ore fu battuto al campo. Il duca di Orleans visitava i posti. Le guardie corsero alle armi, d'Artagnan prese il suo posto in mezzo ai suoi camerati.
Monsieur passò sulla linea di battaglia, quindi gli uffiziali superiori si avvicinarono a lui per fargli la loro corte. Il sig. des Essarts, capitano delle guardie, si avvicinò.
Dopo un istante parve a d'Artagnan che il sig. des Essarts gli facesse segno d'andare a lui: egli aspettò un nuovo gesto del suo superiore, temendo di sbagliarsi, ed essendosi rinnovato questo gesto, lasciò il suo rango e si avanzò per ricevere l'ordine.