— In che modo, furbo! gridò d'Artagnan, tu stavi per bere il mio vino?
— Alla salute del re, signore; ero per bere un povero bicchiere, se Fourreau non mi avesse detto che mi chiamavano.
— Ahimè! disse Fourreau, i di cui denti si sbattevano pel terrore, io voleva allontanarlo per berlo tutto da solo.
— Signori, disse d'Artagnan indirizzandosi alle guardie, voi capirete che un simile festino non potrebbe essere che molto tristo dopo ciò che è accaduto; così accettate tutte le mie scuse, rimettiamo la partita a un altro giorno, ve ne prego.
Le due guardie accettarono cortesemente le scuse di d'Artagnan ed accorgendosi che i quattro amici desideravano di restar soli, si ritirarono.
Allorchè la guardia ed i tre moschettieri furono senza testimoni, si guardarono con un'aria che voleva dire: che ciascuno comprendeva la gravità della situazione.
— Primieramente, disse Athos, sortiamo da questa camera; un morto è sempre una cattiva compagnia.
— Planchet, disse d'Artagnan, vi raccomando di vegliare sul cadavere di questo povero diavolo; che sia sepolto in cimiterio. Aveva commesso un delitto è vero, ma se ne era anche pentito.
E i quattro amici uscirono dalla camera lasciando Planchet e Fourreau incaricati di rendere gli onori mortuarii a Brisemont.
L'oste dette loro un'altra camera, nella quale furono loro servite delle uova da bere, e dell'acqua che Athos andò a prendere da se stesso alla fontana. In poche parole Athos, Porthos e Aramis furono messi al corrente della situazione.