I tre compagni si avanzarono coll'orecchia un poco bassa, poichè tutti e tre erano allora convinti di aver che fare con uno più di loro. Fu però lasciato ad Athos di portare la parola.
Uno dei due cavalieri, quello che aveva parlato il secondo, era dieci passi più avanti del suo compagno; Athos fece segno a Porthos ed Aramis di rimanere essi pure in addietro; e si avanzò solo.
— Perdono mio ufficiale, disse Athos ma noi non sapevamo con chi avevamo che fare, e voi potete vedere che facevamo buona guardia.
— Il vostro nome? disse l'ufficiale che si copriva una parte del viso col mantello.
— Prima il vostro, signore, disse Athos che cominciava a disgustarsi contro questa inquisizione, datemi prima, vi prego, la pruova che voi avete il diritto d'interrogarmi.
— Il vostro nome? riprese una seconda volta il cavaliere, lasciando cadere il suo mantello in modo da far apparire tutto il suo viso scoperto.
— Il signor ministro! gridò il moschettiere stupefatto.
— Il vostro nome? riprese per la terza volta Sua Eccellenza.
— Athos! disse il moschettiere.
Il ministro fece un segno allo scudiere, che si avvicinò.