— Sì, francamente e lealmente, riprese il duca con lo stesso tuono; tutto questo affare deve essere trattato allo scoperto.
— Io seguirò alla lettera le istruzioni di Vostra Eccellenza, e aspetto che me le partecipi.
— Voi anderete a ritrovare Buckingham per parte mia, e gli direte che io so tutti i preparativi ch'egli fa, ma che non me ne prendo punto alcun pensiero, attesochè al primo movimento che egli arrischierà, io perderò la regina.
— Crederà egli che Vostra Eccellenza è al caso di mantenere la minaccia che ora fa?
— Sì, poichè ho delle pruove.
— Bisogna che io possa presentare queste pruove e la loro importanza.
— Senza dubbio, e gli direte: primo che io pubblico il rapporto di Bois-Robert e del marchese Beatru, sulla conversazione che il duca ha avuto in casa della signora contestabile con la regina, la sera in cui la signora contestabile ha dato una gran festa mascherata: gli direte, affinchè non dubiti più, che egli vi venne col costume di gran Mogol, che doveva portare il cavaliere de Guise, e che ha comprato da quest'ultimo mediante la somma di tremila doppie.
— Bene, Mio-signore.
— Tutti i particolari della sua entrata al Louvre, e della sua uscita, durante la notte in cui si è introdotto nel palazzo, sotto le vesti di un dicitore di buona avventura italiano mi sono noti; gli direte, perchè non abbia ancora a dubitare della autenticità delle mie informazioni, ch'egli aveva sotto il suo mantello una gran veste bianca disseminata di lagrime nere, di teste di morte, e di ossa incrociate, poichè nel caso di una sorpresa doveva farsi credere il fantasma della donna bianca, che, come ciascuno sa, ritorna a comparire al Louvre, ogni qualvolta sta per accadere un grande avvenimento.
— È tutto qui, Mio-signore.