— È un ardito compagnone, disse il ministro.
— È precisamente per questo, che essendo un ardito compagnone, è tanto più da temersi.
— Bisognerebbe, disse il duca, avere una pruova delle sue intelligenze con Buckingham.
— Una pruova? gridò milady, io ne avrò dieci.
— Ebbene! allora è la cosa più semplice del mondo: datemi questa pruova, ed io ve lo mando alla Bastiglia.
— Bene, Mio-signore, ma in seguito?
— Quando si è alla Bastiglia, non vi è più in seguito, disse il ministro con voce sorda. Ah! per bacco! continuò egli, se mi fosse così facile di sbarazzarmi del mio nemico come mi è facile di sbarazzarmi del vostro, e se fosse contro simili persone che voi mi domandate l'impunità...
— Mio-signore, riprese milady, testa per testa, esistenza per esistenza, uomo per uomo: datemi quello, io vi do l'altro.
— Io non so quello che voi volete dire, e non voglio neppure saperlo; ma ho il desiderio di rendermi a voi gradito, e non vedo alcuno inconveniente a darvi ciò che mi domandate in riguardo ad una creatura così infima, tanto più come voi mi dite, se questo piccolo d'Artagnan è un libertino, un duellista, un traditore.
— Un infame! Mio-signore, un infame.