— Non vi è deserto ove un uccello non possa passare al di sopra della testa, o un pesce non possa saltare al di sopra dell'acqua, o un coniglio non possa partire dalla sua tana, e io credo che l'uccello, il pesce, il coniglio diventerebbe una spia del ministro. Val dunque meglio continuare la nostra intrapresa, in faccia alla quale d'altronde noi non possiamo più addietrare senza vergogna; noi abbiamo fatta scommessa, una scommessa, che non poteva essere preveduta, in cui io sfido chiunque a ritrovare la vera causa. Noi forse saremo attaccati, ma fors'anche no. Se non lo saremo, avremo tutto il tempo di parlare, e nessuno ci ascolterà; perchè io rispondo che le mura di questo bastione non hanno orecchie; se lo saremo, noi parleremo dei nostri affari nello stesso modo, e di più, mentre ci difenderemo, ci copriremo di gloria, vedete bene che tutto è benefizio.
— Sì, disse d'Artagnan; ma noi saremo ancora indubitabilmente colti da una palla.
— Eh! mio caro! disse Athos, voi sapete bene che le palle che sono più a temersi non sono sempre quelle che sortono dai moschetti.
— Ma mi sembra che per simile spedizione, disse Porthos, avremmo dovuto prendere i nostri moschetti.
— Voi siete un ignorante, amico Porthos; perchè dovevamo noi incaricarci di un peso inutile.
— Io non trovo in faccia al nemico che sia peso inutile il portare un moschetto di calibro con una dozzina di cartucce, e la sua fiasca da polvere.
— Ebbene! disse Athos, non avete voi inteso ciò che ha detto d'Artagnan?
— Che cosa ha detto d'Artagnan?
— D'Artagnan ha detto che all'attacco di questa notte sono rimasti uccisi quattro o cinque francesi, e quasi il doppio di altrettanto di Roccellesi.
— Ebbene?