E d'Artagnan intese che si aprì violentemente la porta di comunicazione.

— Eccomi! milady, eccomi! gridò Ketty slanciandosi incontro alla sua padrona.

Entrambe rientrarono nella camera della signora; e siccome la porta di comunicazione rimase aperta, d'Artagnan potè ancora sentire per qualche tempo la padrona che sgridava la servente; quindi finalmente si rappacificò, e la conversazione cadde su di lui, nel mentre che Ketty accomodava la sua padrona.

— Ebbene! disse milady, questa sera non ho veduto il nostro Guascone.

— Come, signora, disse Ketty, non è venuto? sarebbe egli volubile anche prima d'essere felice?

— Oh! no: bisogna dire che ne sia stato impedito dal sig. de Tréville o dal signor des Essarts. Io lo conosco bene, io lo tengo in mio potere.

— E che ne farà la signora?

— Che cosa ne farò? sii tranquilla, Ketty: fra questo uomo e me vi passa una cosa che egli ignora. Poco è mancato ch'egli non mi abbia fatto perdere tutto il mio credito presso il ministro. Oh! io mi vendicherò!

— Io credeva che la signora lo amasse.

— Io amarlo! lo detesto. Uno stupido che tien la vita di lord Winter fra le sue mani, e non l'uccide! e che mi fa perdere trecento mila lire di rendita!