Athos levò gli occhi e il dito verso il cielo.

Grimaud depose il suo paniere per terra, e si assise scuotendo la testa.

Athos levò dal suo cinto una pistola, guardò se vi era polvere nello scodellino, la montò, e avvicinò la canna all'orecchio di Grimaud.

Grimaud si ritrovò in piedi come mosso da una susta.

Athos allora gli fece un cenno di prendere il paniere, e d'incamminarsi davanti a tutti. Grimaud obbedì.

Tuttociò che vi aveva guadagnato il povero servitore in questa pantomima di un istante, fu di passare dalla retroguardia alla avanguardia.

Giunti sul bastione, i quattro amici si rivoltarono.

Più di trecento soldati di tutte le armi erano radunati alla porta del campo; e in un gruppo separato si poteva distinguere il signor de Busigny, il dragone, lo svizzero ed il quarto che non aveva parlato.

Athos si tolse il cappello, lo mise sulla punta della spada, e lo agitò per l'aria.

Tutti gli spettatori gli resero il saluto, accompagnando questa gentilezza da un evviva che giunse fino a loro.