— Ma in fin del conto, domandò Porthos chi è dunque questa milady?
— Una donna graziosa, disse Athos gustando un bicchiere di vino spumoso. Canaglia di un oste gridò egli, che ci ha dato del vino d'Anjou per del vino di Champagne, e che crede che noi ci lasceremo canzonare! Sì, continuò egli, una donna graziosa, alla quale il nostro d'Artagnan ha fatto non so qual dispetto, di cui volendosene vendicare, sarà un mese, ha voluto farlo uccidere a colpi di moschetto, saranno otto giorni ha tentato di avvelenarlo, e ieri sera ha domandato la sua testa al ministro.
— Come! ha domandato la mia testa al ministro? gridò d'Artagnan pallido pel terrore.
— È così, disse Porthos; è vero come che la luce risplende, la ho inteso colle mie proprie orecchie.
— Allora, disse d'Artagnan lasciando cadere le sue braccia con scoraggiamento, è inutile di lottare più lungamente; tanto vale che io mi bruci le cervella, e che tutto si finisca così.
— Questa è l'ultima bestialità che si possa fare, disse Athos, atteso che è la sola alla quale non vi sia alcun rimedio.
— Ma io non la vincerò mai, disse d'Artagnan, con simili nemici. Primieramente il mio sconosciuto di Méung; in seguito de Wardes al quale ho dato quattro colpi di spada; poi milady della quale ho sorpreso il secreto; finalmente il ministro al quale ho fatto andare a vuoto la vendetta.
— Ebbene! disse Athos, tutto questo non forma che quattro, e noi siamo quattro uno contro uno, perdinci!... ah! se noi crediamo ai segni che ci fa Grimaud, dobbiamo aver a che fare con un numero ben maggiore di persone. Che cosa c'è Grimaud? in considerazione della circostanza, io vi permetto di parlare, amico mio; ma siate laconico, ve ne prego. Che cosa c'è?
— Una truppa.
— Quante persone?