— Come, tu t'inquieti poco, riprese d'Artagnan, che si uccida o che si faccia uccidere Buckingham? ma il duca è nostro amico.

— Il duca è inglese, il duca combatte contro di noi, che ella faccia del duca tutto ciò che vuole, io me ne inquieto poco quanto di questa bottiglia vuota.

E Athos mandò quindici passi da lui una bottiglia di cui aveva versato nel suo bicchiere fin l'ultima goccia.

— Un momento, disse d'Artagnan; io non abbandono in tal modo Buckingham, egli ci aveva regalati bellissimi cavalli.

— E soprattutto bellissime selle, disse Porthos che, in quello stesso momento, portava al suo mantello un gallone della sua.

— Quindi, disse Aramis, Dio vuole la conversione, e non la morte del peccatore.

Amen, disse Athos, e noi ritorneremo su questo argomento più tardi, se vi fa piacere. Ma ciò che in questo momento più mi occupava, e sono sicuro che tu lo capirai, d'Artagnan, era di riprendere a questa donna una specie di firma in bianco che aveva scroccata al ministro, per mezzo della quale ella doveva impunemente sbarazzarsi di te, e forse anche di noi.

— Ma è dunque un demonio questa creatura? disse Porthos stendendo il suo piatto ad Aramis che scalcava un pollo.

— E questo biglietto colla firma in bianco, disse d'Artagnan, è rimasto nelle sue mani.

— È passato nelle mie; non ti dirò già che ciò sia accaduto senza pena, perchè allora mentirei.