— Eccone uno, disse Ketty, che ha l'aspetto di essere tutto al contrario di questo povero sig. d'Artagnan.

— Sortite, madamigella, disse milady, io non amo i comenti.

D'Artagnan intese serrare la porta, quindi il rumore di due chiavistelli che metteva milady, affine di chiudersi nella sua camera. Dal canto suo, ma il più dolcemente che potè, Ketty dette alla porta un giro di chiave. Allora d'Artagnan spinse l'imposta dell'armadio.

— Oh! mio Dio! disse a bassa voce; che avete voi? come siete pallido!

— Abbominevole creatura! mormorò d'Artagnan.

— Silenzio! silenzio! sortite, disse Ketty; non vi è che un muro fra la mia camera e quella di milady: si intende dall'una tutto ciò che si dice dall'altra.

— Alla buon'ora; ma io non sortirò che allora quando tu mi avrai detto che cosa è divenuto della sig. Bonacieux.

La povera giovanetta giurò a d'Artagnan che ella lo ignorava compiutamente; la sua padrona non lasciava penetrare se non che la metà dei suoi segreti. Soltanto ella credeva di potere assicurare che non era morta.

In quanto alla causa per la quale poco era mancato che milady non perdesse tutto il suo credito presso il ministro, Ketty non ne sapeva di più: ma, questa volta, d'Artagnan ne sapeva più di lei. Siccome aveva scoperto milady sopra un bastimento in consegna al momento in cui egli stesso lasciava l'Inghilterra, dubitò che quella volta si trattasse dell'affare dei puntali di diamanti.

Ciò che vi era di più chiaro in tutto questo è che il vero odio, l'odio profondo, l'odio inveterato di milady, gli veniva dal non aver ucciso suo cognato.