— Come si chiamano essi?

— Sono i signori Athos, Porthos ed Aramis.

— Sempre i miei tre bravi! mormorò il ministro. E la guardia?

— Il sig. d'Artagnan.

— Sempre il mio furbo giovane! decisamente bisogna che questi quattro uomini vengano dalla mia parte.

La sera stessa, il ministro parlò al signor de Tréville della spedizione della mattina, che formava l'argomento di conversazione di tutto il campo; il sig. de Tréville, che aveva sentito il racconto dalla bocca stessa di quelli che ne erano stati gli eroi, la narrò a Sua Eccellenza, con tutti i particolari senza dimenticare l'episodio della salvietta.

— Sta bene, sig. de Tréville, disse il ministro, fatemi avere questa salvietta, vi prego; vi farò ricamar sopra tre gigli d'oro, e la darò per guida alla vostra compagnia.

— Eccellenza, disse il sig. de Tréville, vi sarà ingiustizia per le guardie; il sig. d'Artagnan non è della mia compagnia ma di quella del sig. des Essarts.

— Ebbene prendetelo, disse il ministro, non è giusto che quattro bravi militari che si amano tanto non sieno della stessa compagnia.

La stessa sera, il sig. de Tréville annunziò questa buona notizia ai tre moschettieri e a d'Artagnan, invitandoli per la mattina dopo a far colezione da lui.