D'Artagnan non capiva in se dalla gioia. Si sa che il sogno di tutta la sua vita era di esser fatto moschettiere.
I tre amici erano pure molto contenti.
— In fede mia, disse d'Artagnan ad Athos, tu hai avuto una trionfante idea, e, come dicesti, vi abbiamo acquistato gloria, ed abbiamo potuto effettuare una delle conversazioni della più alta importanza.
— Che possiamo ora riprendere che nessuno formi dei sospetti su noi, poichè coll'aiuto di Dio oramai saremo presi per ministeriali.
La stessa sera d'Artagnan andò a presentare i suoi omaggi al sig. des Essarts, e a dargli parte dell'avanzamento che aveva ottenuto.
Il sig. des Essarts, che amava molto d'Artagnan, gli fece allora le sue offerte di servigi. Questo cambiamento di corpo esigeva delle spese indispensabili nell'equipaggio. D'Artagnan rifiutò sulle prime, ma, ritrovando poi buona l'occasione, lo pregò di far stimare il diamante che gli rimise, e col quale desiderava fare del denaro.
L'indomani, a otto ore del mattino il cameriere del sig. des Essarts, entrò da d'Artagnan, e gli rimise un sacchetto d'oro contenente sette mila lire. Era il prezzo del diamante della regina.
CAPITOLO XLVIII. AFFARE DI FAMIGLIA
Athos aveva ritrovata la parola: bisognava fare dell'affare Buckingham un affare di famiglia. Un affare di famiglia non era sottoposto all'investigazione del ministro. Un affare di famiglia non riguardava nessuno. Era lecito di occuparsi davanti a tutti di un affare di famiglia.
Aramis aveva ritrovata l'idea: i lacchè.