— Non chiedo di meglio, disse Aramis con quell'ingenua confidenza che ogni poeta ha in se stesso, ma che io sia messo al corrente di tutto. Ho inteso parlare di qua e di là, che questa cognata era una scellerata, anzi ne ho acquistata una pruova ascoltando la sua conversazione col ministro...

— Più basso adunque, per bacco! disse Athos.

— Ma, continuò Aramis, i particolari mi sfuggono.

— A me pure, disse Porthos.

D'Artagnan e Athos si guardarono qualche tempo in silenzio. Finalmente, Athos, dopo essersi raccolto e divenendo più pallido ancora dell'ordinario, fece un segno di adesione, e d'Artagnan comprese che poteva parlare.

— Ebbene, ecco ciò che si deve scrivere, riprese d'Artagnan:

«Milord, vostra cognata è una scellerata che ha voluto farvi uccidere per ereditare da voi; ma essa non poteva sposare vostro fratello, essendo già maritata in Francia, ed essendo stata.»

D'Artagnan si fermò, come se cercasse la parola, guardando Athos.

— «Scacciata da suo marito» disse Athos.

— «Perchè fu conosciuto essere essa bollata» continuò d'Artagnan.