— In che modo? parlate dunque! voi mi fate morire!

— Oh! tranquillizzatevi; voi non siete colpevole verso di me, ed io vi ho già perdonata.

— Avanti, avanti!

— De Wardes non può gloriarsi di niente.

— Perchè? mi avete detto voi stesso che quell'anello...

— Quell'anello, sono io che l'ho. Il de Wardes di giovedì, e il d'Artagnan d'oggi sono la stessa persona.

L'imprudente si aspettava una sorpresa mista di furore, un piccolo uragano che si risolverebbe in lagrime; ma egli s'ingannava stranamente, e non rimase lungamente in orrore.

Pallida e terribile milady si alzò, e respingendo d'Artagnan, che era vicino a lei, con violento pugno nel petto, ella volle slanciarsi lungi da lui.

D'Artagnan la ritenne per la veste onde implorare il suo perdono; ma ella con un movimento possente e risoluto tentò di fuggire. Allora la veste si stracciò alla vita; e sopra una delle belle spalle, che rimasero scoperte, d'Artagnan con un fremito inesprimibile, riconobbe il giglio, quel bollo indelebile che imprime la mano infamante del carnefice.

— Gran Dio! gridò egli lasciando la veste.