— Sì, un cavallo. Ebbene! io ho precisamente ciò che vi conviene.

— Ah! disse Porthos raggiante, ecco dunque che va bene in quanto al mio cavallo; in seguito mi abbisogna il cavallo del mio lacchè e la mia valigia. Perciò che riguarda le mie armi, non fa d'uopo che ve ne occupiate, io le ho.

— Un cavallo per il vostro lacchè? riprese esitando la signora procuratrice, ma questa è una cosa da gran signore, amico mio.

— E che! signora, disse con orgoglio Porthos, sono io forse per caso un pezzente?

— No. Io vi dicea soltanto che un bel muletto aveva qualche volta un così bell'aspetto quanto un cavallo, e che mi sembra che procurando un bel muletto per il vostro Mousqueton...

— Vada per il bel muletto, disse Porthos, voi avete ragione, ho veduto dei grandissimi signori spagnuoli che avevano tutto il loro seguito sui muli. Ma allora voi capirete, signora Coquenard, che vi abbisogna un mulo col pennacchio ed i sonagliuoli.

— Siate tranquillo, rispose la procuratrice.

— Resta ora la valigia, riprese Porthos.

— Oh! che questo non v'inquieti, gridò la signora Coquenard, mio marito ha cinque o sei valigie, voi sceglierete la migliore; egli ne ha particolarmente una, che prediligeva nei suoi viaggi, e che è grande da contenere il mondo.

— È dunque vuota la vostra valigia? domandò Porthos.