— Guardatevene, Athos, guardatevene: voi avete voluto ucciderla, ella è donna da rendervi la pariglia, e in modo da non fallare.
— Essa non oserà dir niente, perchè sarebbe un denunziarsi da se.
— Ella è capace di tutto! l'avete voi mai veduta in furore?
— No, disse Athos.
— Una tigre! una pantera! Ah! mio caro Athos, credo bene di aver attirato su noi due una terribile vendetta.
D'Artagnan allora raccontò tutto, la sua collera insensata e le sue minacce di morte.
— Avete ragione, e sulla mia parola, darei la mia vita per un capello, disse Athos. Fortunatamente è dopo domani che noi lasceremo Parigi, noi andremo, secondo tutte le probabilità, alla Rochelle, e una volta partiti...
— Ella vi perseguiterà in capo al mondo, Athos, se vi riconosce. Lasciate dunque che il suo odio si sfoghi sopra di me soltanto.
— Eh! mio caro, che m'importa se mi uccide? disse Athos. Credereste voi per caso che io sia attaccato alla vita?
— Vi è un qualche terribile mistero sotto tutto questo, Athos. Questa donna è una spia del ministro, ne sono sicuro.