— Ascoltate caro Aramis, voi non saprete che farvene di tre cavalli, non è vero? anzi non capisco neppure come ne abbiate comprati tre.

— Io non ne ho comprati che due, disse Aramis.

— Il terzo vi è dunque caduto dal cielo?

— No, il terzo mi è stato condotto questa mattina da un domestico senza livrea, che non ha voluto dirmi a cui apparteneva, che mi ha assicurato di aver ricevuto l'ordine dal suo padrone...

— O dalla sua padrona, interruppe d'Artagnan.

— La cosa non cambia niente, disse Aramis arrossendo; che mi ha assicurato che il suo padrone o la sua padrona gli ha ordinato di mettere questo cavallo nella mia scuderia, senza dirmi da qual parte veniva.

— Non è che ai poeti che accadono tali avventure, riprese gravemente Athos.

— Ebbene! in questo caso, facciamo meglio, disse d'Artagnan. Quale dei due cavalli monterete voi? quello che avete comprato, o quello che vi è stato regalato.

— Quello che mi è stato regalato, senza neppur dirlo. Voi capirete, d'Artagnan, che io non posso fare questa ingiuria al donatore sconosciuto; riprese Aramis.

— O alla donatrice misteriosa, disse Athos.