Egli dunque si fermò, tremante, non per lui, ma per quella povera donna, che evidentemente si era esposta ad un gran pericolo nel dargli quell'appuntamento.
La carrozza continuò la sua strada, e, camminando sempre a tutta corsa, s'internò in Parigi, e disparve.
D'Artagnan era rimasto interdetto allo stesso posto, senza sapere a che pensare. Se era la sig. Bonacieux, e se ella ritornava a Parigi, perchè quell'appuntamento fuggitivo? perchè quel semplice ricambio di un'occhiata? perchè quel cenno perduto? Se d'altronde non era essa, cosa ancora possibile, perchè la poca luce che rimaneva rendeva possibile uno sbaglio, se non era essa, non poteva essere questo il principio di un colpo di mano caricato contro di lui, coll'esca di quella donna per la quale si conosceva il di lui amore?
I tre compagni si ravvicinarono a lui, e tutti e tre avevano perfettamente veduto una testa di donna comparire alla portiera, ma nessuno di loro, eccetto Athos, conosceva la sig. Bonacieux. Il parere di Athos si fu, ch'era in realtà essa; ma meno preoccupato di d'Artagnan per questo bel viso, aveva creduto di vedere una seconda testa, quella di un uomo nel fondo della carrozza.
— Se la cosa è così, disse d'Artagnan, essi la trasporteranno senza fallo da una prigione in un'altra. Ma che vogliono essi fare di questa povera creatura, e come mai potrò raggiungerla?
— Amico, disse Athos con gravità, ricordatevi che i morti sono i soli che non siamo esposti ad incontrare sulla terra. Voi ne sapete qualche cosa, quanto io, non è vero? Ora, se la vostra amica non è morta, se è dessa quella che noi abbiamo veduta, voi la troverete un giorno o l'altro. E forse, mio Dio! aggiunse egli con quell'accento misantropico che gli era così particolare, forse più presto di quello che non vorreste.
Suonarono le sette e mezzo, la carrozza era stata in ritardo di una ventina di minuti dall'ora dell'appuntamento: gli amici di d'Artagnan si ricordarono che aveva una visita da fare, facendogli però in pari tempo osservare che stava sempre a lui il disimpegnarsene.
Ma d'Artagnan era ostinato ad un tempo e curioso. Egli si era cacciato in testa che sarebbe andato dal ministro, e che avrebbe saputo ciò che voleva da lui Sua Eccellenza; niuna cosa avrebbe potuto farlo cambiare di risoluzione.
Giunsero per la strada Sant'Onorato, alla piazza del ministro, ove ritrovarono i dodici moschettieri convocati, che passeggiavano aspettando i loro camerati. Là soltanto spiegarono loro di che cosa si trattava.
D'Artagnan era molto conosciuto dall'onorevole corpo dei moschettieri del re, ove si sapeva che un giorno avrebbe preso posto; e veniva considerato già in antecedenza come un camerata. Ne risultò da questi antecedenti, che ciascuno accettò di tutto cuore la missione per la quale erano convocati. D'altronde, si trattava, secondo ogni probabilità di giuocare un cattivo colpo al ministro ed ai suoi agenti, e per simili spedizioni questi degni gentiluomini erano sempre pronti.