Athos li divise in tre brigate, prese il comando dell'una, dette la seconda ad Aramis, la terza a Porthos, quindi ciascuna andò a rimpiattarsi dirimpetto ad un uscita.

D'Artagnan dal canto suo entrò bravamente dalla porta principale.

Quantunque si sapesse vigorosamente sostenuto, il giovane non era senza una qualche inquietudine nel salire ad uno ad uno i gradini della scala. La sua condotta con milady rassomigliava molto ad un tradimento, e dubitava delle relazioni politiche che esistevano fra questa donna ed il ministro; di più, de Wardes ch'egli aveva così male acconciato, era dei fedeli di Sua Eccellenza, e d'Artagnan sapeva che Sua Eccellenza se era terribile coi suoi nemici, era molto incantato dei suoi amici.

— Se de Wardes ha raccontato tutto il nostro affare al ministro, cosa che non è da dubitare, e s'egli mi ha riconosciuto, cosa probabile, io debbo considerarmi presso a poco come un uomo condannato, diceva d'Artagnan scuotendo la testa. Ma perchè ha egli aspettato fino ad oggi? È semplicissimo: milady avrà portate le sue lagnanze contro di me con quell'ipocrita dolore che la rende così interessante, e quest'ultimo delitto avrà messo il colmo alla misura. Fortunatamente, aggiungeva egli, i miei buoni amici sono laggiù, ed essi non mi lasceranno portar via senza difendermi. Però la compagnia dei moschettieri del sig. de Tréville non può fare da se sola la guerra al ministro, che dispone delle forze di tutta la Francia, e davanti al quale la regina è senza potere, ed il re senza volontà. D'Artagnan, amico mio, tu sei prudente, tu hai delle eccellenti qualità, ma le donne ti perderanno!

Era a quella trista conclusione quando entrò nell'anticamera. Rimise la sua lettera all'usciere di servizio, che lo fece passare nella sala d'intrattenimento, e che s'innoltrò nell'interno del palazzo.

In questa sala d'intrattenimento erano cinque o sei guardie del ministro che, sapendo ch'era stato egli che aveva ferito Jussac, lo guardavano sorridendo con un singolare sorriso.

Questo stesso sorriso parve a d'Artagnan di cattivo augurio; solo, non essendo il nostro Guascone facile ad intimorirsi, o piuttosto mercè quel grande orgoglio che è proprio di tutte le persone del paese, non lasciava vedere facilmente ciò che accadeva nell'interno del suo animo, quando ciò che vi accadeva si rassomigliava al timore. Egli si situò con fierezza davanti alle guardie, con una mano sull'anca, ed in una attitudine che non mancava di maestà.

L'usciere rientrò e fece segno a d'Artagnan di seguirlo. Sembrò al giovane che le guardie, vedendolo allontanarsi, si urtassero fra di loro.

Seguì un corridoio, traversò un gran salone, entrò in una biblioteca, e si ritrovò in faccia ad un uomo, assiso davanti ad uno scrittoio che scrivea.

L'usciere l'introdusse e si ritirò, senza dire una parola; d'Artagnan restò in piedi ed esaminò quest'uomo.