Essa fu svegliata da una voce dolce che risuonò ai piedi del suo letto. Aprì gli occhi e vide l'abbadessa, accompagnata da una giovinetta coi capelli biondi, di colorito delicato, che fissava sovr'essa uno sguardo pieno di benevolenza e di curiosità.
Il viso di questa giovane le era del tutto sconosciuto; entrambi si esaminavano con scrupolosa attenzione, ricambiandosi i complimenti d'uso. Entrambe erano bellissime, ma due bellezze del tutto diverse. Frattanto milady sorrideva, riconoscendo di vincerla di molto sulla giovane pel portamento maestoso, e pei modi aristocratici. Vero è però che l'abito da novizia che portava la giovane, non era molto favorevole per sostenere questo confronto.
L'abbadessa le presentò l'una all'altra: poi quando fu compiuto questa formalità, siccome i suoi doveri la chiamavano alla chiesa, lasciò le due giovani sole.
La novizia, vedendo milady in letto, voleva seguire la superiora, ma milady la trattenne.
— Come, signora, le diss'ella, appena vi ho veduta, e volete già privarmi della vostra presenza, sulla quale, ve lo confesso, io contava alcun poco, pel tempo che avrò qui da passare?
— No, signora, rispose la novizia; temeva soltanto di avere scelto male il tempo; voi dormivate, voi siete affaticata.
— Ebbene! disse milady, che cosa possono desiderare le persone che dormono? un buono svegliarsi; e voi me lo avete fornito, permettetemi di goderne a tutto comodo.
E stendendole una mano, l'attirò sopra una sedia ch'era vicina al letto.
La novizia si assise.
— Mio Dio, diss'ella, quanto sono disgraziata! Ecco sei mesi che sono qui senza l'ombra di una distrazione; voi giungete, la vostra presenza poteva essermi di una graziosissima compagnia, ed ecco che secondo tutte le probabilità, da un momento all'altro io sto per lasciare il convento.