Athos si alzò, andò verso il suo amico con passo lento e solenne, lo abbracciò teneramente, e, siccome egli dava in singulti, gli disse con la sua voce così nobile e così persuasiva:

— Amico, sii uomo: le donne piangono i morti, gli uomini li vendicano.

— Oh! sì, disse d'Artagnan, sì, se è per vendicarla, io sono pronto a seguirvi.

Athos approfittò di questi momenti di forza, che la speranza della vendetta rendeva al suo disgraziato amico, per far segno a Porthos e ad Aramis di andare a cercare la superiora.

I due amici la incontrarono nel corridoio, ancora tutta turbata e spaventata da tanti avvenimenti; essa chiamò alcune religiose, che, contro tutte le regole monastiche vennero alla presenza di cinque uomini.

— Signora, disse Athos passando il braccio di d'Artagnan sotto il suo, noi abbandoniamo alle vostre pietose cure il corpo di questa disgraziata donna. Essa fu un angiolo sulla terra, prima di andare ad essere un angiolo in cielo. Trattatela come una delle vostre sorelle: noi ritorneremo un giorno a pregare sulla sua tomba.

D'Artagnan nascose il suo viso contro il petto di Athos fondendosi in lagrime.

— Piangi, disse Athos, piangi, cuore pieno di amore, di gioventù, di vita. Ah! io vorrei pianger come te!

E trascinò il suo amico, come un padre affettuoso, come un prete consolatore, come un grand'uomo che ha molto sofferto.

Tutti e cinque, seguiti dai loro lacchè che tenevano i cavalli per le redini, si avanzarono allora verso la città di Béthune, di cui scorgevasi il sobborgo, e si fermarono davanti al primo albergo che ritrovarono.