— Che vostra Eccellenza voglia credere, che noi ci saremmo posti davanti ad essa, aggiunse d'Artagnan, se avessimo potuto supporre che ella veniva a questa parte con così piccola scorta.
Il ministro si morse i baffi, e un poco ancora le labbra.
— Sapete voi di chi avete l'aspetto, sempre insieme come in questo momento, armati come voi siete, e vegliati dai lacchè? disse il ministro, voi avete l'aria di quattro cospiratori.
— Oh! in quanto a questo, Mio signore, è vero, disse Athos, e noi cospiriamo, come l'altra mattina Vostra Eccellenza ha potuto vederlo; soltanto però contro i Roccellesi.
— Eh! signori politici, riprese il ministro aggrottando a sua volta il sopracciglio, si potrebbe forse ritrovare nei vostri cervelli il segreto di molte cose se vi si potesse leggere, come voi leggevate in quella lettera, che avete nascosta quando mi avete veduto venire.
Il rossore montò al viso di Athos; egli fece un passo verso Sua Eccellenza.
— Si direbbe, che voi ci sospettate in realtà, Mio-Signore, e che subiamo un vero interrogatorio. Se la cosa è così, che Vostra Eccellenza si degni spiegarsi, e noi sapremo almeno a qual partito appigliarci.
— E quando questo fosse un vero interrogatorio, riprese il ministro, altri più di voi lo hanno subito, signor Athos, e vi hanno risposto.
— Per questo, Mio signore, io ho detto a Vostra Eccellenza che non aveva che ad interrogarci, e che noi eravamo pronti a rispondere.
— Che cosa è quella lettera che stavate leggendo, sig. Aramis, e che avete nascosta?