— Una lettera di donna, Mio-Signore.
— Oh! capisco, disse il ministro; bisogna essere discreto per questa specie di lettere, ma però si possono mostrare ad un confessore, e voi sapete che io...
— Mio-Signore, disse Athos con una calma tanto più terribile, in quanto che sapeva di giuocare la sua testa nel fare questa risposta, Mio-Signore la lettera è di una donna, ma però non è sottoscritta nè da Marion Delorme, nè dalla sig. de Combalet, nè dalla sig. de Chaulnes.
Il ministro divenne pallido come la morte. Un lampo giallo uscì dai suoi occhi. Egli si voltò come per dare un ordine a Cahusac, e a Houdinière. Athos vide il movimento, fece un passo verso i moschetti, su i quali i suoi amici avevano già fissati gli occhi, come uomini mal disposti a lasciarsi arrestare. Il ministro era il terzo; i moschettieri, compresivi i lacchè, erano sette: giudicò che la partita, quand'anche fosse stata uguale, Athos e i suoi compagni avrebbero allora realmente cospirato; e con uno di quei rapidi cambiamenti che teneva sempre a sua disposizione, tutta la sua collera terminò in un sorriso.
— Andiamo, andiamo, diss'egli, voi siete bravi giovanotti, fieri al sole, fedeli nell'oscurità, e non vi è nessun male di farsi sorvegliare quando si sorveglia così bene gli altri. Signori, io non ho dimenticata la notte in cui mi serviste di scorta per andare al Colombaio Rosso. Se vi fosse qualche pericolo da temere nella strada che debbo percorrere, io vi pregherei accompagnarmi; ma siccome non ve ne è alcuno, restate dove siete, terminate le vostre bottiglie, la vostra partita e la vostra lettera. Addio, signori.
E rimontando sul suo cavallo che Cabusac gli aveva condotto li salutò con la mano e si allontanò.
I quattro giovani in piedi ed immobili lo seguirono cogli occhi, senza dire una sola parola fino a che fu scomparso.
Si guardarono quindi tutti in viso.
Avevan tutti la faccia costernata, poichè, ad onta dell'amichevole addio di Sua Eccellenza, essi capivano che il ministro se n'andava colla rabbia nel cuore.
Athos sorrideva con un sorriso sdegnoso.