— Sì, va! va! disse ella a suo cognato, le conseguenze, al contrario, si avvicinano: ma tu non le saprai, imbecille, che allorquando non sarà più tempo di evitarle.
Il silenzio si ristabilì: scorsero due ore; fu portata la cena, e si trovò milady occupata a fare le sue preghiere, preghiere che ella aveva imparate da un vecchio servitore del suo secondo marito, che era uno dei più austeri puritani. Ella sembrava in estasi, e parve che non facesse attenzione a quanto accadeva intorno a lei. Felton fece segno perchè non fosse disturbata, e quando tutto fu in ordine, uscì senza far rumore coi suoi soldati.
Milady sapeva che poteva essere spiata, essa continuò dunque le sue preghiere sino alla fine, e le sembrò che il soldato che era di sentinella alla sua porta non camminasse più dello stesso passo, e stesse ad ascoltarla.
Pel momento ella non desiderava di meglio, si rialzò, si mise a tavola, mangiò poco, e non bevè che acqua.
Un'ora dopo vennero a portar via la tavola; ma milady rimarcò che questa volta Felton non accompagnava i soldati.
Egli dunque temeva di vederla troppo spesso.
Ella si rivoltò per sorridere, perchè in questo sorriso vi era una tale espressione di trionfo che questo solo sarebbe bastato per denunziarla.
Essa lasciò ancora scorrere una mezz'ora, e siccome in questo momento tutto era silenzio nel vecchio castello, siccome non si sentiva che l'eterno rumore dell'ondata, quella respirazione immensa dell'oceano, colla sua voce pura, armoniosa e vibrante, essa cominciò il primo versetto di quel salmo allora in favore presso i puritani.
— «Oh! signore, tu ci abbandoni, per giudicare se noi siamo forti, ma in seguito sei tu che dài, colla tua celeste mano, la palma ai nostri sforzi.
Mentre cantava, milady ascoltava; il soldato di guardia alla sua porta si era fermato come se fosse stato tramutato in pietra. Milady potè dunque giudicare dell'effetto che aveva prodotto.