— Lo conoscete voi dunque? domandò Felton.

— Finalmente egli m'interroga! disse fra se stessa milady al colmo della gioia, per essere giunta così presto ad un così gran risultato.

— Oh! s'io lo conosco! oh! sì per mia disgrazia, per mia disgrazia eterna!

E milady si contorse le braccia, come accade nel parossismo del dolore.

Felton sentì senza dubbio che la sua forza lo abbandonava, fece alcuni passi verso la porta; la prigioniera, che non lo perdeva di vista, gli balzò dietro e lo fermò.

— Signore, siate buono, siate clemente, ascoltate una mia preghiera! quel coltello, che la fatai prudenza del barone mi ha tolto, perchè sa l'uso che io voleva farne,... ho! ascoltatemi fino alla fine! quel coltello restituitemelo per un solo minuto secondo, per grazia, per pietà! abbraccio le vostre ginocchia, vedete! Voi chiuderete la porta... Non sarà già contro di voi che me ne servirò,... Dio! odiar voi che siete il solo uomo giusto che sia qui, buono, misericordioso, e forse anche il mio salvatore! un minuto quel coltello; un minuto, un sol minuto, e ve lo renderò pel finestrino della porta! nient'altro che un minuto, e mi avrete salvato l'onore!

— Uccidervi! gridò Felton con terrore, dimenticando di togliere le sue mani dalle mani della sua prigioniera; uccidervi!

— Io ho detto, signore, mormorò milady abbassando la voce, e lasciandosi cadere prosternata sul pavimento, io ho detto il mio secreto! egli sa tutto, mio Dio! io sono perduta!

Felton rimaneva in piedi immobile ed indeciso.

Egli dubita ancora, pensò milady; ma ho finto abbastanza la verità.