«Ordine di condurre a...

— Il nome è in bianco interruppe de Winter; se voi avete qualche preferenza indicatemela, e per poco che sia un migliaio di leghe da Londra, sarà esaudita la vostra domanda. Io dunque riprendo:

«Ordine di condurre a... la nominata Carlotta Backson, col marchio della giustizia del regno di Francia, ma liberata dopo la punizione; ella dimorerà in codesta residenza, senza mai allontanarsi più di trenta leghe. In caso di tentativo di evasione, le sarà applicata la pena di morte. Le saranno dati cinque schellings il giorno pel suo alloggio e nutrimento.»

— Quest'ordine non mi concerne, disse freddamente milady, poichè porta un nome che non è il mio.

— Un nome! avete voi forse un nome?

— Ho quello di un vostro fratello.

— V'ingannate; mio fratello non è che il vostro secondo marito. Il primo vive ancora. Ditemi il suo nome, ed io lo metterò invece del nome di Carlotta Backson. No, voi non lo avete... voi mantenete il silenzio. Sta bene; sarete registrata sotto il nome di Carlotta Backson.

Milady restò silenziosa, solamente, questa volta non era più per terrore. Essa credè l'ordine pronto per essere eseguito, pensò che lord de Winter avesse sollecitata la sua partenza; credè di essere condannata a partire la stessa sera; nel suo spirito era tutto perduto per un istante, quando ad un tratto s'occorse che l'ordine non era fornito di alcuna firma.

La gioia, che provò per questa scoperta, fu così grande, che non potè nasconderla.

— Sì, sì, disse Lord de Winter che aveva rimarcato ciò che in lei accadeva, sì, voi cercate le firme, e dite fra voi stessa: «Tutto non è ancora perduto, poichè quest'atto non è ancora firmato: mi si mostra per spaventarmi, ecco tutto». V'ingannate, domani quest'atto sarà inviato a lord Buckingham; dopo domani ritornerà firmato di suo proprio pugno, e munito del suo sigillo, e ventiquattr'ore dopo, sono io che ve lo garantisco, esso riceverà il suo principio di esecuzione. Addio, signora; ecco quanto io aveva a dirvi.