— Ed io risponderò, signore, che questo è un abuso di potere, che questo esilio sotto un nome supposto è una vera infamia.

— Amate voi meglio di essere impiccata col vostro vero nome, milady? Voi lo sapete, le leggi inglesi sono inesorabili sull'abuso che si fa del matrimonio; spiegatevi francamente. Quantunque il mio nome, o piuttosto quello di mio fratello, si trovi mischiato in questo affare, io arrischierò lo scandalo di un pubblico processo, per essere sicuro che con un sol colpo io sia sbarazzato di voi.

Milady non rispose, ma divenne pallida come un cadavere.

— Oh! vedo bene che voi amate molto la peregrinazione. A meraviglia, signora, evvi un proverbio che dice che i viaggi formano la gioventù. In fede mia, voi non avete torto del tutto, e il vivere è sempre una buona cosa. È per questo che io non mi curo punto che me la togliate. Resta ora a regolare l'affare dei cinque scellini; io mi mostro un poco parsimonioso; non è vero? Ciò è perchè temo che voi corrompiate i vostri guardiani. D'altronde vi resteranno sempre le vostre grazie per sedurli, a meno che i vostri scacchi con Felton non vi abbiano disgustata coi tentativi di questo genere.

— Felton non ha parlato, disse fra se stessa milady; allora niente è ancora perduto.

— E adesso, a rivederci, signora: domani ritornerò ad annunziarvi la partenza del mio messaggiero.

Lord de Winter si alzò, salutò ironicamente milady e uscì.

Milady respirò; essa aveva ancora quattro giorni per se, quattro giorni le basterebbero per sedurre Felton.

Però le venne una terribile idea; ed era che lord de Winter avrebbe forse mandato Felton stesso per far vidimare l'ordine da Buckingham; in questo modo Felton le veniva tolto, poichè per riuscire nel suo progetto abbisognava alla prigioniera la magia di una continua seduzione.

Frattanto una cosa sola la tranquillizzava come abbiamo detto: Felton non aveva parlato.