«Certamente non era io la prima detenuta che fosse stata racchiusa in questa splendida prigione, ma voi lo capirete. Felton, più la prigione era bella, e più io aveva di che spaventarmi.

«Sì, era una prigione, perchè tentai invano di uscirne; esplorai tutti i muri per giungere a scoprire una porta, dappertutto i muri rispondevano con un suono cupo e sordo.

«Feci circa venti volte il giro di quella camera, cercando un'uscita qualunque; non ve ne erano. Caddi spossata dalla fatica e dallo spavento sopra un sofà.

«Frattanto la notte veniva a grandi passi, e colla notte si aumentavano i miei terrori. Io non sapeva se doveva rimanere ove mi ritrovava, mi sembrava di essere circondata da sconosciuti pericoli, nei quali stava per cadere ad ogni passo. Quantunque non avessi mangiato niente dal giorno innanzi, il mio spavento mi impediva di sentire fame.

«Nessun rumore dall'esterno, che mi permettesse di misurare il tempo, giungeva fino a me; io presumeva soltanto che potessero essere sette ad otto ore di sera, perchè eravamo nel mese di ottobre e faceva notte intera.

«Ad un tratto il cigolìo di una porta che girava sopra i suoi gangheri mi fece rabbrividire; un globbo di fuoco che apparve dall'alto dall'invetriata dell'apertura del soffitto, gettando una viva luce nella camera, mi fece accorta con ispavento che un uomo stava in piedi nel mezzo della camera, a pochi passi da me.

«Una tavola preparata per due apparecchiata con un abbondante cena, era sorta come per incanto nel mezzo dell'appartamento.

«Quest'uomo era colui che mi perseguitava da più di un anno, che aveva giurato il mio disonore, e che, dalle prime parole che uscirono dalla sua bocca, mi fece comprendre che non mi restava alcuna speranza di essere resa alla libertà.

— Infame mormorò Felton.

— Oh! sì, infame! gridò milady, vedendo l'interesse che il giovane ufficiale, la di cui anima sembrava sospesa alle sue labbra, prendeva a questo racconto; oh! sì, infame! egli credè che fosse bastato il farmi rapire dalla mia casa perchè tutto fosse detto, e non veniva sperando che io avessi accettata la mia onta, poichè la mia onta era consumata, ma veniva ad offrirmi la sua fortuna in compenso del mio amore.