«Non era ancora trascorsa una mezz'ora, che si riprodussero gli stessi sintomi, soltanto questa volta, che io non aveva bevuto che un mezzo bicchiero d'acqua lottai più lungo tempo, e invece di addormirmi del tutto, caddi in uno stato di sonnolenza, che mi lasciava tutto il sentimento di ciò che accadeva intorno a me, mentre mi toglieva la forza di fuggire.

«Mi trascinai verso il mio letto per cercarvi la sola difesa che mi restava, il mio coltello salvatore, ma non potei giungere fino al capezzale, caddi in ginocchio, aggruppata ad una delle colonne da piedi.»

Felton impallidì spaventosamente, e un fremito convulso corse per tutte le sue membra.

— E ciò che vi era di spaventoso, continuò milady colla voce alterata, come se essa provasse ancora la stessa angoscia di quel terribile momento, era che in quella volta io aveva la conoscenza del pericolo che mi minacciava; era che la mia anima, se posso dirlo, vegliava sul mio corpo addormentato; era che vedeva, che sentiva, è vero, come se fosse stato in sogno, ma ciò era ancor più spaventoso.

«Vidi la lampada che risaliva e mi lasciava a poco a poco nella oscurità.

«Quindi intesi il cigolìo ben conosciuto della porta, quantunque quella porta non si fosse aperta che due volte.

«Sentii istintivamente che qualcuno si avvicinava a me; si narra che i disgraziati perduti nei deserti dell'America sentono collo stesso istinto l'avvicinarsi del serpente.

«Volli fare uno sforzo, tentai di mandare un grido, mi rialzai pure, ma per subito ricadere.»

— Ma ditemi dunque, chi era il vostro persecutore? gridò il giovane ufficiale.

Milady vide con un sol colpo d'occhio tutto il soffrire che essa ispirava a Felton calcando sopra ciascun particolare del suo racconto. Quanto più essa gli avesse dilaniato profondamente il cuore, più sicuramente egli la vendicherebbe. Essa continuò adunque questa volta come se non avesse inteso la sua esclamazione, o come se avesse pensato che non era ancor giunto il momento di rispondere.