— Io lo intesi esclamare nello scorgermi: «Questi miserabili puritani! sapeva bene che stancano i loro carnefici, ma non li credeva così forti coi loro seduttori».

Felton l'ascoltava senza far intendere altra cosa che una specie di sordo ruggito: soltanto il sudore grondava dalla sua fronte di marmo, e colla sua mano nascosta sotto l'abito, s'internava nel petto le unghie.

— Il primo movimento, ritornando in me, riprese milady, fu di cercare sotto il capezzale il coltello che non avea potuto arrivare a prendere. Se non aveva potuto servire alla difesa, poteva almeno servire alla espiazione.

«Ma nel riprendere il mio coltello, Felton, mi venne una terribile idea. Vi ho giurato di dirvi tutto, e vi dirò tutto: vi ho promesso la verità, io la dirò, dovesse essa perdermi.»

— Vi venne l'idea di vendicarvi di questo uomo, non è vero? gridò Felton.

— Ebbene! sì, disse milady; questa idea non è da cristiano, lo so; senza dubbio l'eterno nemico della nostra anima me la soffiava nello spirito, finalmente che vi dirò, Felton? continuò milady col tuono di una donna che si accusa di un delitto, mi venne questa idea, e non mi lasciò più. Forse è quel pensiero omicida di cui oggi sconto la pena.

— Continuate, continuate, disse Felton; ho fretta di vedervi giungere alla vendetta.

— Oh! risolsi che l'avrei compiuta il più presto possibile; non dubitava punto ch'egli sarebbe ritornato la notte vegnente. Nella giornata io non aveva nulla a temere.

«Così, quando venne l'ora della colezione, non esitai a mangiare e bere; aveva risoluto di far sembiante di cenare, ma di non prendere niente; doveva dunque col nutrimento della mattina combattere il digiuno della sera.

«Nascosi un bicchier d'acqua della colezione, essendo stata la sete quella che mi aveva fatto soffrire di più quando era rimasta quarantott'ore senza nè mangiare nè bere.