«La giornata trascorse senza avere altra influenza su me che confermarmi nella presa risoluzione; ebbi soltanto cura che il mio viso non tradisse in alcun modo il pensiero del mio cuore, perchè non dubitava di non essere continuamente spiata; molte volte ancora sentii un sorriso sulle mie labbra, Felton, io non oso ridire a quale idea io sorrideva, voi mi prendereste in orrore.»
— Continuate, continuate, disse Felton, voi vedete che io ascolto, e smanio di giungere alla fine.
— Venne la sera, continuò milady, si compirono gli ordinari avvenimenti; durante l'oscurità, come d'ordinario fu imbandita la mia cena, poi si accese la lampada, e io mi misi a tavola.
«Mangiai soltanto alcune frutta, feci sembiante di versare dell'acqua della bottiglia, ma non bevei che quella che aveva conservata nel mio bicchiere; la sostituzione del resto fu fatta con abbastanza di sveltezza perchè i miei spioni, se ne aveva, non concepissero alcun sospetto.
«Dopo cena, detti i medesimi segni di torpore della sera innanzi; ma questa volta, come se soccombessi alla fatica, o come mi fossi famigliarizzata col pericolo, feci sembiante di addormirmi.
«Questa volta aveva ritrovato il mio coltello, e mentre io fingeva di dormire, la mia mano stringeva convulsivamente la impugnatura.
«Scorsero due ore senza che accadesse nulla di nuovo. Questa volta, oh mio Dio! chi me lo avrebbe detto la sera innanzi? cominciai a temere ch'egli non venisse.
«Finalmente vidi la lampada alzarsi lentamente e scomparire nel soffitto: la mia camera si riempì di tenebre, ma feci uno sforzo per fendere con lo sguardo l'oscurità.
«Per circa dieci minuti non intesi altro rumore che quello dei battiti del mio cuore.
«Implorava il cielo perchè egli venisse.