« — Allora voi non uscirete più di qui, disse egli.

« — Bene! bene! gridai; allora il luogo del mio supplizio sarà pure il luogo della mia tomba. Bene! io morirò qui, e voi vedrete se un fantasma che accusa sia ancor più terribile di un vivo che minaccia.

« — Non vi sarà lasciata alcun'arme.

« — Ve ne è una che la disperazione ha messo alla portata di ogni creatura che ha il coraggio di servirsene, io mi lascerò morire di fame.

« — Vediamo, disse il miserabile, la pace non val meglio di una simile guerra? io vi rendo la libertà sull'istante, vi proclamerò la stessa virtù, vi soprannominerò la Lucrezia d'Inghilterra.

« — Ed io dirò che voi ne siete il Sextus, io vi denunzierò a Dio, e se fa d'uopo che, come Lucrezia, io sottoscrivi la mia denunzia col mio sangue, la sottoscriverò.

« — Ah! ah! disse il mio nemico in tuono derisorio, allora è un'altra cosa. In fede mia, in fin dei conti, voi state bene qui, non vi mancherà niente, e se vi lascerete morire di fame, sarà colpa vostra.

«A queste parole egli si ritirò, intesi aprirsi e chiudersi la porta, rimasi inabissata, meno ancora, ve lo confesso, dal dolore, che dall'onta di non essere stata vendicata.

«Egli mantenne la sua parola; tutta la giornata, tutta la notte dell'indomani passò senza che comparisse; io pure però gli mantenni la mia parola, e non mangiai nè bevvi nulla, ed era, come gli avea detto, risoluta di lasciarmi morire di fame.

«Passai il giorno e la notte pregando, poichè sperava che Dio mi avrebbe perdonato il mio suicidio.