— Eh via! lasciamela ricordare, perchè sono io che vi faccio la parte peggiore. Se credi che l'abbia dimenticata, t'inganni: quando dico a una donna: vi amo! non mento e voglio essere amato.

— Proprio!...

Mi guardò sbalordita.

— Ti stupisce. Sentiamo: che cosa hai da opporre al mio amore? Ti sono antipatico? non è vero. Valgo meno di Carlo? non è vero. Non hai bisogno di amare? non è vero. La tua onestà? non è vero: tu non sei onesta.

— Oh! m'insultate?

— No, mia bella, non esageriamo; voi non siete onesta e, anzi tutto, l'onestà non è una virtù. O amate realmente un uomo e il preferirlo a tutti è appunto la ragione e la sostanza del vostro amore; o non l'amate, come nel vostro caso con Carlo, e perchè l'essergli materialmente fedele sarebbe una virtù? E badate che, non amandolo, dovete detestarlo, perchè non voglio insultarvi, supponendo che possiate essere indifferente fra le braccia di un uomo. Se non avete un ideale verso il quale slanciarvi siete solamente una femmina, se lo avete e lo abbandonate per una minaccia umana o divina siete come la cortigiana: questa cede all'avarizia, voi alla paura; la medesima prostituzione, la menzogna nella voluttà, il piacere senza la passione. Volete essere virtuosa? siate forte: passate per dove le altre indietreggiano, salite più alto coi piedi che esse non veggano cogli occhi, abbiate il coraggio della vostra passione, e pel primo vi dirò: Mimy, siete virtuosa; ma finchè verrete a dirmi: fin qui non ho accarezzato che mio marito, vi risponderò che la mia Diana non ha mai leccato altri che Turco: perchè dovrei stimarvi di più? Ma Carlo, voi non l'avete mai amato, voi povera vittima! Voi non credete come le donne volgari a questa onestà, e vi amo per questo. Il vostro spirito è già un ribelle, il vostro cuore ha la febbre della passione e della grandezza...

— Che cosa ne sapete?

— Lo so: vedi, la vita la rassomiglio ad un sentiero fra burroni e frane: i forti lo passano a piedi, i deboli si fanno legare sul mulo della legge e chiamano virtù la loro paura, delitto il nostro coraggio, e sia! A loro l'inerzia e la sicurtà, a noi l'ebbrezza della libertà e del pericolo. Mi amerai: adesso sorridi.

— È il meno che posso fare.

— Meno sciocco vuoi dire.