— Namouna, prima di andartene spegni le candele e porta via i fiori.
Era l'ultima sferzata, non la sostenne.
Domani dovrò ricordarmi di comperarle un abito per questa sua prima disobbedienza.
Forse nel domare la carne vi è più epicureismo che mortificazione, giacchè la violenza nella castità genera quasi sempre un misticismo più voluttuoso di tutti i libertinaggi. Le ballerine di Sibari inaffiavano le rose dei loro vasi col Falerno; le monache inaffiano quelle della loro anima colle lagrime, e le ottengono di un odore più acuto e delicato. — Se le pareti delle celle avessero ritenute le parole sfuggite al petto dei santi nelle loro estasi, quanti inni leggeremmo adesso più belli dei più belli di Hugo, e come dovremmo impallidire di vergogna, noi che ci vantiamo di saper vivere davanti all'orgie sentimentali dei grandi, che la Chiesa ha giustamente alzati sugli altari!
Da Casalecchio.
Domani è sabato.
Si dice che Alessandro dormisse alla vigilia di Arbella, Condè a quella di Rocroy, ed è caro crederlo per la grandezza del carattere umano: però ne dubito. Io non dormirò questa notte.
— Addio, Anselmo: ci parleremo dopo Filippi, e possa tu ripetere nella tua malinconia di onesto uomo: virtù, non sei che un nome vano! Sulla porta di un cimitero di giustiziati sta questa iscrizione:
Deus vitam, lex necem, pietas sepulcrum.