— Perchè?
— Perchè a Bologna hai fatto fiasco colla marchesa: gli susurrai all'orecchio.
Egli mi scagliò una occhiata velenosa dandomi nel gomito.
— Che faresti nel caso del marito? insistei guardando Mimy.
— Battendoti?
— Meglio: non sono gentiluomo io: battendo.
— Cioè assassinando.
— Mio Dio! che discorsi! interloquì Mimy visibilmente in pena.
— Hai ragione; per quanto generoso, il duello questa volta è ridicolo: l'amante può trionfare del marito come della moglie. Quando un amico vi uccide bisogna ucciderlo: dente per dente, occhio per occhio — afferrarlo per la schiena e piantargli un pugnale nel cuore. È la sola soddisfazione che rende possibile ancora il matrimonio. Dumas ha torto: il grido della giustizia non è tue-la, ma tue-le; la donna è innocente e corruttibile, noi corrotti e corruttori.