— Lasciamo gli scherzi, Giorgio: soffro come un dannato. Adesso si lascia corteggiare dal marchese Del Pino, quel biondino antipatico.

— Assurdo! Del Pino è un bel giovine, infinitamente più bello di te.

— Sia pure, ma ella è una infame civetta senza cuore. Pare quasi che odii gli uomini e voglia innamorarli per godersi le loro torture.

— Potrebbe essere: allora guai a te!

— Che cosa mi consigli?

— Niente.

— Non vi sono rimedii a certe malattie, e quei dubbiissimi non li seguiresti. Ella è forte, sii forte. Maria Stuarda amò Bothwell perchè la violò, il mio cocchiere si è lasciato bastonare da una donna e ne è stato amato: sono due sistemi che hanno fatto le loro prove: puoi provare.

Carlo era così profondamente irritato che la mia contraddizione lo spingeva nell'abisso, ma esaltandosi per la marchesa, io pensavo che dimenticherebbe Mimy. Però il nostro colloquio non fu così breve; egli ritornava sempre sulla propria gelosia e sulla leggerezza della marchesa, rompendo in lamentazioni quasi eloquenti.

Finalmente mi liberai e tornammo nel prato; Mimy vi era ancora nella stessa attitudine.

— Stai a cena con noi? mi chiese Carlo.