— Di tutti i misteri dell'amore il più tenebroso non pare anche a te la sua nascita?

— Non nasce: allora morrebbe. Un amore che può dire: nacqui il tal giorno, mente come una donna che dicesse: sono diventata poetessa nella tale settimana. L'amore si sviluppa nell'anima come la bellezza nel corpo; ma quando si fu veramente belli, si è belli anche vecchi. Ho sempre amato, fino da bambinella, le farfalle, i fiori... ho amato una stella, della quale non ho mai saputo il nome. Mi ricordo di averla guardata lunghe notti dalla finestra e di essermi coricata triste, se un qualche nuvolone me la nascondeva e la brillante amica mancava al convegno — La mia stella! E neppure essa mi amava! Sogni, lusinghe... una parola che si anela di pronunciare e che si trema di udire, che spesso non si comprende dicendola, che non è mai compresa se la dite... ecco l'amore.

E il paggetto mi appoggiò languidamente il capo sulla spalla: gli passai una mano sugli occhi per accarezzarlo e sentii che piangeva silenziosamente.

12 ottobre.

Ecco la prima lettera di Mimy: le avevo scritto imponendole di rispondermi.

Te la mando; giudicala, io ne sono desolato.


Rispondervi? Una volta mi paragonaste a una gardenia: che cosa potrebbe mai rispondervi una gardenia? Essa non ha altra parola che il suo profumo: io non ho altro profumo che la mia malinconia; respiratela, non l'interrogate. Perdono! Forse non ci avete pensato, ma chiedere a una povera donna come me di scrivervi è stata da parte vostra una grande crudeltà. E che cosa potrebbe ella mai dire a voi, che avete tanto spirito, se non avete poi abbastanza cuore per capire il suo silenzio? Lasciatemi nella mia taciturna tristezza, non rapite l'ombra a coloro che non ebbero il sole; non siate più cattivo del vento che scuote le querce sulla cima dei monti e non disturba la ginestra nel fondo del burrone. Ora che siete il mio amante, e ve ne sarete vantato con voi stesso più di una volta, dovreste usare più dolcezza — la violenza sarà forse una virtù con quelli che resistono, ma non con quelli che dovettero cedere... Rispettate i caduti voi che avete vinto, lasciate tacere voi, artista, coloro che non possono parlare.

Non volevo rimproverarvene, ma poichè debbo rispondervi, mi vi costringete. Nella vostra lettera mi rinfacciate amaramente di non invitarvi a scalare di notte la mia finestra — la frase è velata, però il pensiero traspare. Vi siete dunque dimenticato che scrivevate ad una donna, la quale sebbene caduta ha ancora un avanzo di dignità, e che anche l'adulterio ha il suo pudore?... Non lo avrei mai creduto!

Ho letto il vostro Heine: oh! egli è un grande! rileggete l'ultima strofa del suo Negriero; i vostri ordini per l'interesse de' miei piaceri rassomigliano molto agli ordini del suo capitano Van Koek.