Mi firmo
Mimy.
PARTE TERZA
CAPITOLO PRIMO
E per rendersi ben orribili questi provinciali non parlano che della corruzione delle grandi città.
Stendhal.
Che cosa è una città di provincia? Ecco un problema non meno difficile dell'altro: che cosa è una donna? e che aspetta ancora da un grand'uomo la propria soluzione; ma l'autore incredibilmente modesto di questo romanzo lo ha qui posto invano per non essere oggi in tanta folla di grandi scambiato per tale. Come il vento sfoglia la rosa e si sforza inutilmente di aprire la pigna, gli spiriti del filosofo e del poeta si sono affaticati intorno alla donna, poco più fortunati del vento: seppero assai cose meravigliose e più assai ne ignorarono, seppero i mari ed i cieli, svelarono la creatura e il creatore, scrutarono la vita e la morte, ma quando il pensiero stanco di tante sconfitte e di tante vittorie volle riposarsi sopra una fronte femminile, come un insetto si riposa dal volo fra i petali di un fiore — il fiore era odoroso ma chiuso, offriva il riposo non l'ospitalità. Indarno il pensiero incalzato dal sole tentò colle fini zampe di schiudere la tenue corolla — i delicati tessuti resisterono a tutti gli sforzi, mentre l'olezzo che li eccitava gli rammolliva pure l'energia: il fiore rimase chiuso, l'insetto sulla sua cima, e così dura tuttora, ed è probabile che duri per un pezzo. Nel fondo del vaso di Pandora rimase la speranza, e fu bene, giacchè i mali involatisene sarebbero in breve cessati per mancanza di uomini; sulla fronte della donna sta il mistero, ed è meglio, altrimenti il nostro pensiero nell'ora della stanchezza non saprebbe ove raccogliere il volo: così la provvidenza è davvero piena di buon senso e occorre tutta la sfacciataggine del genio per osare di negarlo.
La donna è un problema, che ogni giorno si ritenta; e una città di provincia, mi disse un amico passabilmente spiritoso, è una donna borghese. Rabbrividii: il paragone poteva essere oscuro per chi non intendesse la parola borghese, ma lo trovai spaventoso di esattezza. In amendue la medesima disgustosa difettosità, una piccolezza di forma rattrapita dalla rachitide, una vita inanime, una maschera d'impertinente vanità sopra un'anima schizzinosamente imbecille. Un illustre scrittore si è provato ad indicare spicciolatamente i caratteri della donna onesta non virtuosa, e malgrado l'acume profondo e lo spirito vivace vi è appena riuscito: ma sarebbe infinitamente più difficile dire che cosa sia una donna borghese. Nessuna fantasia, per quanto atrocemente buffona, da Aristofane il padre ad Heine il figlio, avrebbe creato simile tipo diventato il trionfale aborto della nostra civiltà, il capolavoro del nostro buon senso cristiano e della nostra saggezza economica, del filosofismo liberale e delle rivoluzioni medioevali e francesi.