— Sii ragionevole.
— O il piede o tutto.
— Il piede dunque, e le sfuggì un gesto di dispetto.
Giorgio si levò sulle ginocchia.
— Ma è proprio vero che non mi ami?
Mimy rivolse lo sguardo.
Giorgio si era fatto cupo, Mimy grave: le sedette a fianco, e con sforzo visibile per parlare cominciò lentamente:
— Non mi avete dunque mai amato... è dunque vero? Qualche volta ne ho dubitato, ma era un dubbio troppo atroce per potermivi fermare. Siate almeno generosa... ditemi qual è il vostro ideale e vi prometto di raggiungerlo. Ma queste parole sono stupide: voi, che non mi amate, ne ignorate voi stessa il perchè. Lo so che sono brutto, senza gloria, che non posso offrire nessuna corona alla vostra vanità — che siete troppo bella per me... Mi amate! esclamò improvvisamente; non è vero che mi amate?
E prendendole le mani la forzava a rispondere.
— Giorgio....