— Amo una donna, e scoppiò a ridere nervosamente, abbandonandosi sul divano col viso nelle palme.

A questa scappata, che suppose una beffa, così il riso l'accompagnava, Giorgio fe' un atto di disperazione.

— Non insultate, Mimy; perchè mi uccidete.

— Senza farvi morire. Voi parlate sempre di morire e siccome avete ingegno ne parlate bene, ma avete più senno e non ne fate nulla. Andate là che non mi avete mai amata e non soffrirete molto: vi lamentate troppo per essere infelice: il dolore è muto.

Mimy era sfinita da questa scena, la più violenta della sua vita, e si accasciò sopra sè stessa.

Era meravigliata della propria energia.

— Ah! non vi amo, ruggì Giorgio: datemi un bacio.

— No.

— Datemelo... ebbene, aspettate: corse alla stufa, ne apri lo sportello, vi mise dentro la mano guantata, e afferrando un carbone acceso se lo pose sull'altra palma: poi ritornando a lei, spaventata da quella nuova pazzia:

— Il bacio! esclamò pallido di passione e forse anche di spasimo: vi prometto di lasciarmi spegnere questo carbone sulla mano: e il guanto riarso lasciava già scoperta la pelle.