— Ma signor Carlo, esclamò, m'impazientite!

Egli si scosse dalla sua posa volgare.

— Non sapete che tacere; forse per un avvocato sarà un merito singolare, ma con una donna è noioso.

Carlo la guardò negli occhi per meglio comprendere, ma la luce fosforescente di quelle pupille nella penombra lo abbagliò.

— È vero: vicino a voi, signora marchesa, mi riesce più facile tacere che parlare.

— Forse tacendo mi sentireste meglio?

— Forse...

La marchesa si rizzò allora indolentemente sul busto ed appressandogli il volto al volto lo fissò con intraducibile espressione. Carlo fremette ed ella socchiudendo gli occhi, quasi le sfuggissero le parole:

— Forse! avreste dunque altrettanto cuore che ingegno?

— Ah! e voleva prenderle una mano, ma la marchesa erasi precipitata allo sportello chiamando col dito un giovane signore, mentre coll'altra mano tirava il cordone della livrea al cocchiere.